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Uno sterilizzatore salino è fondamentalmente un generatore di
cloro costituito da due parti: un generatore a bassissimo
voltaggio e una cella elettrolitica.
Attraverso il processo elettrolitico, l’acqua precedentemente
salata da un minimo di 4 gr./litro a 9 gr./litro, (l’acqua marina
è salata 35 gr./litro), sarà sottoposta all’azione della cella
elettrolitica per produrre ipoclorito di sodio (NaOCL) dalla
reazione elettrochimica del cloruro di sodio (NaCL, il comune sale
marino) con l’acqua (H20).
Questa reazione avviene per il passaggio di corrente continua a
bassissimo voltaggio che, nella cella inserita nell’impianto di
filtrazione esistente, produce un potente effetto disinfettante e
alghicida contribuendo sensibilmente alla riduzione dei composti
chimici denominati “clorammine”, responsabili dello sgradevole
odore di “cloro” presente nelle piscine tradizionali. Terminata la
funzione di igienizzazione dell’acqua, il cloro, immesso nella
vasca, ritorna per la maggior parte in forma di cloruro di sodio,
cioè sale.
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